Il Fatjà è l’ultimo vino nato nella nostra cantina.
La prima annata prodotta è stata quella 2011 ed ha ricevuto numerosi premi nei concorsi e sulle guide.
Al Vinitaly 2019 abbiamo deciso di presentare la seconda annata, la 2015, che, ancor prima della sua uscita ufficiale, ci ha già regalato una grandissima soddisfazione, ottenendo una votazione di 90/100 al concorso internazionale di Verona ‘5StarWines’.

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Non potevamo chiedere di meglio, soprattutto per la prima uscita ufficiale del nostro nuovo nome e del nostro progetto, fortemente pensato e legato a questo, che è cresciuto in un percorso durato 8 anni.
E’ forse l’interpretazione più centrata e viva del nostro territorio, composto da Merlot e Cabernet Sauvignon, che si rivelano così dipendenti fra loro e così intensamente legati al Ciafone.
Lo abbiamo seguito con passione e lentezza.
Di tutti i nomi che potevano venirci in mente, l’unico che fosse davvero adatto a questo vino è un termine dialettale che sottolinea tutta la ‘‘fatica’ (in dialetto ‘fatjà’) che porta con sè il lavoro nei campi.
Abbiamo voluto, corentemente, un’etichetta che fosse semplice ed essenziale, un solo segno grafico che non distragga mai dal vino, dal suo corpo, dal suo gusto e dal suo personale racconto.
Nessuna retroetichetta, nessuna informazione aggiuntiva, nessun abbinamento suggerito.

Il Fatjà è così, schietto e diretto, come un vecchio contadino, che ha la propria storia descritta nelle rughe profonde e nelle mani robuste.

Per apprezzarlo lo devi conoscere, lo devi assaggiare, devi approcciarti con il tempo giusto.
Non è un vino per chi non ha tempo.

Oggi lo proponiamo con orgoglio e soddisfazione, sicuri che costruirà la propria strada da solo.
Per noi non è solo un premio, ma anche un riconoscimento alla passione che mettiamo nella cura della vigna, al lento scorrere del tempo in attesa del primo assaggio.