Tempo di vinificare

Nella vigna il tempo delle lavorazioni è lunghissimo, quasi eterno. Lento scorre nella potatura, con le mani che si ghiacciano d’inverno fra i filari. Lento scorre nella scacchiatura, nel diradamento, nella vendemmia verde, mentre le giornate si fanno sempre più calde, alternate alle piogge. Togli le maglie pesanti, i guanti di lana e metti magliette sempre più leggere, infine il cappello per proteggerti dal sole. A fine luglio il tempo si sospende. Per qualche settimana cerchi riparo, aspetti la maturazione. E, come un alpino che scala la montagna, hai impiegato tantissimo tempo per raggiungere la cima. Ma una volta lassù, godi qualche istante di silenzio prima di mettere gli sci e precipitarti a valle. 

Proprio in quel momento inizia la vendemmia. Tutto diventa rapido, vorticoso, inarrestabile. E raccogliere l’uva nei tempi giusti di maturazione, non è altro che il primo ostacolo.
Conosci il tuo territorio. Conosci le tue vigne. Hai una sola idea in mente: ottenere il miglior vino nel modo più naturale. 
Il falegname conosce il suo legno e i suoi attrezzi. Il calciatore conosce il suo fisico e le sue possibilità. Il pittore conosce i suoi colori e i suoi pennelli. 

I nostri pennelli sono le uve, le nostre tavolozze sono le fermentazioni. Imprevedibili, differenti, stupefacenti a volte. Noi vignaioli abbiamo mille scelte ONESTE da poter fare, mille modi in cui influire nel processo. Usare il legno, fare rimontaggi o follature, fare fermentazioni con o senza bucce, portare avanti macerazioni più o meno lunghe, usare vasche in acciaio, cemento o terracotta. Possiamo interpretare il sogno di un vino, un’immagine che abbiamo in fondo al cuore, un sogno con cui andiamo a dormire e con cui conviviamo.

Il mio vino ideale è ben delineato e descritto nella mia mente. Ne posso sentire il sapore, ne posso immaginare gli odori e la storia che lo ha prodotto. Ogni vendemmia è un pezzo di quella storia, un tassello su una strada vecchia e nuova insieme, un momento per imparare, mettere in pratica, scegliere, vivere.

Ma ora basta con la poesia. Volete sapere come sono andate le fermentazioni? Cosa abbiamo fatto in cantina?
Abbiamo iniziato il 21 agosto con la prima raccolta e abbiamo finito il 21 ottobre con la pressatura del Montepulciano, l’ultima uva ad essere vendemmiata. Le fermentazioni sono susseguite con armonia, i mosti sono diventati vino ed ora stanno lentamente svolgendo la fermentazione malolattica. 
I bianchi sono ricchi di profumi ed aromi che faremo in modo di conservare nel modo migliore fin dentro la bottiglia per restituire i toni del nostro paesaggio collinare e della macchia mediterranea. 
I rossi hanno subito mostrato un colore vivo ed intenso, soprattutto grazie alle uve sane e rigogliose che abbiamo portato in cantina. Già si percepiscono i toni morbidi e vivi.

Per tutti ci sarà un lungo invecchiamento in botte o in acciaio o in bottiglia.
L’invecchiamento è il nostro punto forte, ma da oggi, invecchiamo meglio, con più coscienza, con maggiore naturalezza.

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Tempo di vinificare

Nella vigna il tempo delle lavorazioni è lunghissimo, quasi eterno. Lento scorre nella potatura, con le mani che si ghiacciano d’inverno fra i filari. Lento scorre nella scacchiatura, nel diradamento, nella vendemmia verde, mentre le giornate si fanno sempre più calde, alternate alle piogge. Togli le maglie pesanti, i guanti di lana e metti magliette sempre più leggere, infine il cappello per proteggerti dal sole. A fine luglio il tempo si sospende. Per qualche settimana cerchi riparo, aspetti la maturazione. E, come un alpino che scala la montagna, hai impiegato tantissimo tempo per raggiungere la cima. Ma una volta lassù, godi qualche istante di silenzio prima di mettere gli sci e precipitarti a valle. 

Proprio in quel momento inizia la vendemmia. Tutto diventa rapido, vorticoso, inarrestabile. E raccogliere l’uva nei tempi giusti di maturazione, non è altro che il primo ostacolo.
Conosci il tuo territorio. Conosci le tue vigne. Hai una sola idea in mente: ottenere il miglior vino nel modo più naturale. 
Il falegname conosce il suo legno e i suoi attrezzi. Il calciatore conosce il suo fisico e le sue possibilità. Il pittore conosce i suoi colori e i suoi pennelli. 

I nostri pennelli sono le uve, le nostre tavolozze sono le fermentazioni. Imprevedibili, differenti, stupefacenti a volte. Noi vignaioli abbiamo mille scelte ONESTE da poter fare, mille modi in cui influire nel processo. Usare il legno, fare rimontaggi o follature, fare fermentazioni con o senza bucce, portare avanti macerazioni più o meno lunghe, usare vasche in acciaio, cemento o terracotta. Possiamo interpretare il sogno di un vino, un’immagine che abbiamo in fondo al cuore, un sogno con cui andiamo a dormire e con cui conviviamo.

Il mio vino ideale è ben delineato e descritto nella mia mente. Ne posso sentire il sapore, ne posso immaginare gli odori e la storia che lo ha prodotto. Ogni vendemmia è un pezzo di quella storia, un tassello su una strada vecchia e nuova insieme, un momento per imparare, mettere in pratica, scegliere, vivere.

Ma ora basta con la poesia. Volete sapere come sono andate le fermentazioni? Cosa abbiamo fatto in cantina?
Abbiamo iniziato il 21 agosto con la prima raccolta e abbiamo finito il 21 ottobre con la pressatura del Montepulciano, l’ultima uva ad essere vendemmiata. Le fermentazioni sono susseguite con armonia, i mosti sono diventati vino ed ora stanno lentamente svolgendo la fermentazione malolattica. 
I bianchi sono ricchi di profumi ed aromi che faremo in modo di conservare nel modo migliore fin dentro la bottiglia per restituire i toni del nostro paesaggio collinare e della macchia mediterranea. 
I rossi hanno subito mostrato un colore vivo ed intenso, soprattutto grazie alle uve sane e rigogliose che abbiamo portato in cantina. Già si percepiscono i toni morbidi e vivi.

Per tutti ci sarà un lungo invecchiamento in botte o in acciaio o in bottiglia.
L’invecchiamento è il nostro punto forte, ma da oggi, invecchiamo meglio, con più coscienza, con maggiore naturalezza.

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Nella vigna il tempo delle lavorazioni è lunghissimo, quasi eterno. Lento scorre nella potatura, con le mani che si ghiacciano d’inverno fra i filari. Lento scorre nella scacchiatura, nel diradamento, nella vendemmia verde, mentre le giornate si fanno sempre più calde, alternate alle piogge. Togli le maglie pesanti, i guanti di lana e metti magliette sempre più leggere, infine il cappello per proteggerti dal sole. A fine luglio il tempo si sospende. Per qualche settimana cerchi riparo, aspetti la maturazione. E, come un alpino che scala la montagna, hai impiegato tantissimo tempo per raggiungere la cima. Ma una volta lassù, godi qualche istante di silenzio prima di mettere gli sci e precipitarti a valle. 

Proprio in quel momento inizia la vendemmia. Tutto diventa rapido, vorticoso, inarrestabile. E raccogliere l’uva nei tempi giusti di maturazione, non è altro che il primo ostacolo.
Conosci il tuo territorio. Conosci le tue vigne. Hai una sola idea in mente: ottenere il miglior vino nel modo più naturale. 
Il falegname conosce il suo legno e i suoi attrezzi. Il calciatore conosce il suo fisico e le sue possibilità. Il pittore conosce i suoi colori e i suoi pennelli. 

I nostri pennelli sono le uve, le nostre tavolozze sono le fermentazioni. Imprevedibili, differenti, stupefacenti a volte. Noi vignaioli abbiamo mille scelte ONESTE da poter fare, mille modi in cui influire nel processo. Usare il legno, fare rimontaggi o follature, fare fermentazioni con o senza bucce, portare avanti macerazioni più o meno lunghe, usare vasche in acciaio, cemento o terracotta. Possiamo interpretare il sogno di un vino, un’immagine che abbiamo in fondo al cuore, un sogno con cui andiamo a dormire e con cui conviviamo.

Il mio vino ideale è ben delineato e descritto nella mia mente. Ne posso sentire il sapore, ne posso immaginare gli odori e la storia che lo ha prodotto. Ogni vendemmia è un pezzo di quella storia, un tassello su una strada vecchia e nuova insieme, un momento per imparare, mettere in pratica, scegliere, vivere.

Ma ora basta con la poesia. Volete sapere come sono andate le fermentazioni? Cosa abbiamo fatto in cantina?
Abbiamo iniziato il 21 agosto con la prima raccolta e abbiamo finito il 21 ottobre con la pressatura del Montepulciano, l’ultima uva ad essere vendemmiata. Le fermentazioni sono susseguite con armonia, i mosti sono diventati vino ed ora stanno lentamente svolgendo la fermentazione malolattica. 
I bianchi sono ricchi di profumi ed aromi che faremo in modo di conservare nel modo migliore fin dentro la bottiglia per restituire i toni del nostro paesaggio collinare e della macchia mediterranea. 
I rossi hanno subito mostrato un colore vivo ed intenso, soprattutto grazie alle uve sane e rigogliose che abbiamo portato in cantina. Già si percepiscono i toni morbidi e vivi.

Per tutti ci sarà un lungo invecchiamento in botte o in acciaio o in bottiglia.
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Nella vigna il tempo delle lavorazioni è lunghissimo, quasi eterno. Lento scorre nella potatura, con le mani che si ghiacciano d’inverno fra i filari. Lento scorre nella scacchiatura, nel diradamento, nella vendemmia verde, mentre le giornate si fanno sempre più calde, alternate alle piogge. Togli le maglie pesanti, i guanti di lana e metti magliette sempre più leggere, infine il cappello per proteggerti dal sole. A fine luglio il tempo si sospende. Per qualche settimana cerchi riparo, aspetti la maturazione. E, come un alpino che scala la montagna, hai impiegato tantissimo tempo per raggiungere la cima. Ma una volta lassù, godi qualche istante di silenzio prima di mettere gli sci e precipitarti a valle. 

Proprio in quel momento inizia la vendemmia. Tutto diventa rapido, vorticoso, inarrestabile. E raccogliere l’uva nei tempi giusti di maturazione, non è altro che il primo ostacolo.
Conosci il tuo territorio. Conosci le tue vigne. Hai una sola idea in mente: ottenere il miglior vino nel modo più naturale. 
Il falegname conosce il suo legno e i suoi attrezzi. Il calciatore conosce il suo fisico e le sue possibilità. Il pittore conosce i suoi colori e i suoi pennelli. 

I nostri pennelli sono le uve, le nostre tavolozze sono le fermentazioni. Imprevedibili, differenti, stupefacenti a volte. Noi vignaioli abbiamo mille scelte ONESTE da poter fare, mille modi in cui influire nel processo. Usare il legno, fare rimontaggi o follature, fare fermentazioni con o senza bucce, portare avanti macerazioni più o meno lunghe, usare vasche in acciaio, cemento o terracotta. Possiamo interpretare il sogno di un vino, un’immagine che abbiamo in fondo al cuore, un sogno con cui andiamo a dormire e con cui conviviamo.

Il mio vino ideale è ben delineato e descritto nella mia mente. Ne posso sentire il sapore, ne posso immaginare gli odori e la storia che lo ha prodotto. Ogni vendemmia è un pezzo di quella storia, un tassello su una strada vecchia e nuova insieme, un momento per imparare, mettere in pratica, scegliere, vivere.

Ma ora basta con la poesia. Volete sapere come sono andate le fermentazioni? Cosa abbiamo fatto in cantina?
Abbiamo iniziato il 21 agosto con la prima raccolta e abbiamo finito il 21 ottobre con la pressatura del Montepulciano, l’ultima uva ad essere vendemmiata. Le fermentazioni sono susseguite con armonia, i mosti sono diventati vino ed ora stanno lentamente svolgendo la fermentazione malolattica. 
I bianchi sono ricchi di profumi ed aromi che faremo in modo di conservare nel modo migliore fin dentro la bottiglia per restituire i toni del nostro paesaggio collinare e della macchia mediterranea. 
I rossi hanno subito mostrato un colore vivo ed intenso, soprattutto grazie alle uve sane e rigogliose che abbiamo portato in cantina. Già si percepiscono i toni morbidi e vivi.

Per tutti ci sarà un lungo invecchiamento in botte o in acciaio o in bottiglia.
L’invecchiamento è il nostro punto forte, ma da oggi, invecchiamo meglio, con più coscienza, con maggiore naturalezza.

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Nella vigna il tempo delle lavorazioni è lunghissimo, quasi eterno. Lento scorre nella potatura, con le mani che si ghiacciano d’inverno fra i filari. Lento scorre nella scacchiatura, nel diradamento, nella vendemmia verde, mentre le giornate si fanno sempre più calde, alternate alle piogge. Togli le maglie pesanti, i guanti di lana e metti magliette sempre più leggere, infine il cappello per proteggerti dal sole. A fine luglio il tempo si sospende. Per qualche settimana cerchi riparo, aspetti la maturazione. E, come un alpino che scala la montagna, hai impiegato tantissimo tempo per raggiungere la cima. Ma una volta lassù, godi qualche istante di silenzio prima di mettere gli sci e precipitarti a valle. 

Proprio in quel momento inizia la vendemmia. Tutto diventa rapido, vorticoso, inarrestabile. E raccogliere l’uva nei tempi giusti di maturazione, non è altro che il primo ostacolo.
Conosci il tuo territorio. Conosci le tue vigne. Hai una sola idea in mente: ottenere il miglior vino nel modo più naturale. 
Il falegname conosce il suo legno e i suoi attrezzi. Il calciatore conosce il suo fisico e le sue possibilità. Il pittore conosce i suoi colori e i suoi pennelli. 

I nostri pennelli sono le uve, le nostre tavolozze sono le fermentazioni. Imprevedibili, differenti, stupefacenti a volte. Noi vignaioli abbiamo mille scelte ONESTE da poter fare, mille modi in cui influire nel processo. Usare il legno, fare rimontaggi o follature, fare fermentazioni con o senza bucce, portare avanti macerazioni più o meno lunghe, usare vasche in acciaio, cemento o terracotta. Possiamo interpretare il sogno di un vino, un’immagine che abbiamo in fondo al cuore, un sogno con cui andiamo a dormire e con cui conviviamo.

Il mio vino ideale è ben delineato e descritto nella mia mente. Ne posso sentire il sapore, ne posso immaginare gli odori e la storia che lo ha prodotto. Ogni vendemmia è un pezzo di quella storia, un tassello su una strada vecchia e nuova insieme, un momento per imparare, mettere in pratica, scegliere, vivere.

Ma ora basta con la poesia. Volete sapere come sono andate le fermentazioni? Cosa abbiamo fatto in cantina?
Abbiamo iniziato il 21 agosto con la prima raccolta e abbiamo finito il 21 ottobre con la pressatura del Montepulciano, l’ultima uva ad essere vendemmiata. Le fermentazioni sono susseguite con armonia, i mosti sono diventati vino ed ora stanno lentamente svolgendo la fermentazione malolattica. 
I bianchi sono ricchi di profumi ed aromi che faremo in modo di conservare nel modo migliore fin dentro la bottiglia per restituire i toni del nostro paesaggio collinare e della macchia mediterranea. 
I rossi hanno subito mostrato un colore vivo ed intenso, soprattutto grazie alle uve sane e rigogliose che abbiamo portato in cantina. Già si percepiscono i toni morbidi e vivi.

Per tutti ci sarà un lungo invecchiamento in botte o in acciaio o in bottiglia.
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Nella vigna il tempo delle lavorazioni è lunghissimo, quasi eterno. Lento scorre nella potatura, con le mani che si ghiacciano d’inverno fra i filari. Lento scorre nella scacchiatura, nel diradamento, nella vendemmia verde, mentre le giornate si fanno sempre più calde, alternate alle piogge. Togli le maglie pesanti, i guanti di lana e metti magliette sempre più leggere, infine il cappello per proteggerti dal sole. A fine luglio il tempo si sospende. Per qualche settimana cerchi riparo, aspetti la maturazione. E, come un alpino che scala la montagna, hai impiegato tantissimo tempo per raggiungere la cima. Ma una volta lassù, godi qualche istante di silenzio prima di mettere gli sci e precipitarti a valle. 

Proprio in quel momento inizia la vendemmia. Tutto diventa rapido, vorticoso, inarrestabile. E raccogliere l’uva nei tempi giusti di maturazione, non è altro che il primo ostacolo.
Conosci il tuo territorio. Conosci le tue vigne. Hai una sola idea in mente: ottenere il miglior vino nel modo più naturale. 
Il falegname conosce il suo legno e i suoi attrezzi. Il calciatore conosce il suo fisico e le sue possibilità. Il pittore conosce i suoi colori e i suoi pennelli. 

I nostri pennelli sono le uve, le nostre tavolozze sono le fermentazioni. Imprevedibili, differenti, stupefacenti a volte. Noi vignaioli abbiamo mille scelte ONESTE da poter fare, mille modi in cui influire nel processo. Usare il legno, fare rimontaggi o follature, fare fermentazioni con o senza bucce, portare avanti macerazioni più o meno lunghe, usare vasche in acciaio, cemento o terracotta. Possiamo interpretare il sogno di un vino, un’immagine che abbiamo in fondo al cuore, un sogno con cui andiamo a dormire e con cui conviviamo.

Il mio vino ideale è ben delineato e descritto nella mia mente. Ne posso sentire il sapore, ne posso immaginare gli odori e la storia che lo ha prodotto. Ogni vendemmia è un pezzo di quella storia, un tassello su una strada vecchia e nuova insieme, un momento per imparare, mettere in pratica, scegliere, vivere.

Ma ora basta con la poesia. Volete sapere come sono andate le fermentazioni? Cosa abbiamo fatto in cantina?
Abbiamo iniziato il 21 agosto con la prima raccolta e abbiamo finito il 21 ottobre con la pressatura del Montepulciano, l’ultima uva ad essere vendemmiata. Le fermentazioni sono susseguite con armonia, i mosti sono diventati vino ed ora stanno lentamente svolgendo la fermentazione malolattica. 
I bianchi sono ricchi di profumi ed aromi che faremo in modo di conservare nel modo migliore fin dentro la bottiglia per restituire i toni del nostro paesaggio collinare e della macchia mediterranea. 
I rossi hanno subito mostrato un colore vivo ed intenso, soprattutto grazie alle uve sane e rigogliose che abbiamo portato in cantina. Già si percepiscono i toni morbidi e vivi.

Per tutti ci sarà un lungo invecchiamento in botte o in acciaio o in bottiglia.
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