Attraverso i nostri occhi

Quando si parla di campagna, lavoro fisico, contadini, vigna, potatura, il primo pensiero corre alla fatica, alla stanchezza, al tempo avverso e allo sforzo fisico, forse per colpa della nostra memoria, forse per i racconti dei nostri nonni che non sempre avevano scelto di fare i contadini, semplicemente non avevano altra scelta.
Quando ci capita di parlare con qualcuno del lavoro che facciamo, anche i nostri interlocutori immaginano le stesse cose e, alla fine della chiacchierata, ci interrogano sui nostri sorrisi, sull’entusiasmo, sulla serenità che mettiamo nel raccontare il lavoro e raccontare le nostre scelte di vita.

E’ nata così l’idea di creare una piccola rubrica settimanale (vigna permettendo) per raccontare la felicità che ci infonde il nostro lavoro. Non fraintendeteci, non andiamo rincorrendo le farfalle nei campi, cantando canti bucolici e abbracciando gli alberi, il lavoro non è mai tutto rose e fiori, eppure abbiamo scoperto, con il tempo, che allenare l’occhio alle piccole cose, ci ha resi molto più grati per l’enorme possibilità che abbiamo avuto di poterci sporcare direttamente le mani
Per questo abbiamo deciso di scattare delle foto, una a settimana, per condividere con voi, che ci seguite, o conoscete, o siete semplicemente curiosi, quelle piccole gioie che rendono il nostro lavoro meno faticoso e più sereno, allegro e positivo, un racconto filtrato dalla nostra esperienza, personale, legata alla nostra storia, ai desideri sul futuro, a chi siamo oggi. Per questo “Attraverso i nostri occhi” è il titolo che ci sembrava più azzeccato, perchè quello che a qualcuno può sembrare inutile, per qualcun altro è vitale, e viceversa.

Sarà un racconto fatto un po’ in tandem, a volte guiderò io, Sara, a volte guiderà Raffaele, perchè la visione che abbiamo del nostro lavoro è più intimo di quanto non avevamo creduto all’inizio.

Non sappiamo per quanto andrà avanti questa rubrica, le premesse ci sono tutte, anche l’ottimismo e la buona volontà. E se proprio vedete che manchiamo qualche appuntamento, potrete prenderlo come il segno che, a volte, anche noi siamo meno “farfallosi” e un po’ più impegnati a destreggiarci con le fatiche del lavoro, ma non per questo malediremo il giorno che abbiamo fatto questa scelta. Non ancora almeno!

Bando alle ciance, venite sul nostro profilo Instagram o Facebook per seguire il nostro piccolo racconto. E se non riuscite a trovarci, provate con l’hashtag #attraversoinostriocchi e #siamoterrargillosa.

Che inizi il racconto!

Sara.

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Attraverso i nostri occhi

Quando si parla di campagna, lavoro fisico, contadini, vigna, potatura, il primo pensiero corre alla fatica, alla stanchezza, al tempo avverso e allo sforzo fisico, forse per colpa della nostra memoria, forse per i racconti dei nostri nonni che non sempre avevano scelto di fare i contadini, semplicemente non avevano altra scelta.
Quando ci capita di parlare con qualcuno del lavoro che facciamo, anche i nostri interlocutori immaginano le stesse cose e, alla fine della chiacchierata, ci interrogano sui nostri sorrisi, sull’entusiasmo, sulla serenità che mettiamo nel raccontare il lavoro e raccontare le nostre scelte di vita.

E’ nata così l’idea di creare una piccola rubrica settimanale (vigna permettendo) per raccontare la felicità che ci infonde il nostro lavoro. Non fraintendeteci, non andiamo rincorrendo le farfalle nei campi, cantando canti bucolici e abbracciando gli alberi, il lavoro non è mai tutto rose e fiori, eppure abbiamo scoperto, con il tempo, che allenare l’occhio alle piccole cose, ci ha resi molto più grati per l’enorme possibilità che abbiamo avuto di poterci sporcare direttamente le mani
Per questo abbiamo deciso di scattare delle foto, una a settimana, per condividere con voi, che ci seguite, o conoscete, o siete semplicemente curiosi, quelle piccole gioie che rendono il nostro lavoro meno faticoso e più sereno, allegro e positivo, un racconto filtrato dalla nostra esperienza, personale, legata alla nostra storia, ai desideri sul futuro, a chi siamo oggi. Per questo “Attraverso i nostri occhi” è il titolo che ci sembrava più azzeccato, perchè quello che a qualcuno può sembrare inutile, per qualcun altro è vitale, e viceversa.

Sarà un racconto fatto un po’ in tandem, a volte guiderò io, Sara, a volte guiderà Raffaele, perchè la visione che abbiamo del nostro lavoro è più intimo di quanto non avevamo creduto all’inizio.

Non sappiamo per quanto andrà avanti questa rubrica, le premesse ci sono tutte, anche l’ottimismo e la buona volontà. E se proprio vedete che manchiamo qualche appuntamento, potrete prenderlo come il segno che, a volte, anche noi siamo meno “farfallosi” e un po’ più impegnati a destreggiarci con le fatiche del lavoro, ma non per questo malediremo il giorno che abbiamo fatto questa scelta. Non ancora almeno!

Bando alle ciance, venite sul nostro profilo Instagram o Facebook per seguire il nostro piccolo racconto. E se non riuscite a trovarci, provate con l’hashtag #attraversoinostriocchi e #siamoterrargillosa.

Che inizi il racconto!

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Quando si parla di campagna, lavoro fisico, contadini, vigna, potatura, il primo pensiero corre alla fatica, alla stanchezza, al tempo avverso e allo sforzo fisico, forse per colpa della nostra memoria, forse per i racconti dei nostri nonni che non sempre avevano scelto di fare i contadini, semplicemente non avevano altra scelta.
Quando ci capita di parlare con qualcuno del lavoro che facciamo, anche i nostri interlocutori immaginano le stesse cose e, alla fine della chiacchierata, ci interrogano sui nostri sorrisi, sull’entusiasmo, sulla serenità che mettiamo nel raccontare il lavoro e raccontare le nostre scelte di vita.

E’ nata così l’idea di creare una piccola rubrica settimanale (vigna permettendo) per raccontare la felicità che ci infonde il nostro lavoro. Non fraintendeteci, non andiamo rincorrendo le farfalle nei campi, cantando canti bucolici e abbracciando gli alberi, il lavoro non è mai tutto rose e fiori, eppure abbiamo scoperto, con il tempo, che allenare l’occhio alle piccole cose, ci ha resi molto più grati per l’enorme possibilità che abbiamo avuto di poterci sporcare direttamente le mani
Per questo abbiamo deciso di scattare delle foto, una a settimana, per condividere con voi, che ci seguite, o conoscete, o siete semplicemente curiosi, quelle piccole gioie che rendono il nostro lavoro meno faticoso e più sereno, allegro e positivo, un racconto filtrato dalla nostra esperienza, personale, legata alla nostra storia, ai desideri sul futuro, a chi siamo oggi. Per questo “Attraverso i nostri occhi” è il titolo che ci sembrava più azzeccato, perchè quello che a qualcuno può sembrare inutile, per qualcun altro è vitale, e viceversa.

Sarà un racconto fatto un po’ in tandem, a volte guiderò io, Sara, a volte guiderà Raffaele, perchè la visione che abbiamo del nostro lavoro è più intimo di quanto non avevamo creduto all’inizio.

Non sappiamo per quanto andrà avanti questa rubrica, le premesse ci sono tutte, anche l’ottimismo e la buona volontà. E se proprio vedete che manchiamo qualche appuntamento, potrete prenderlo come il segno che, a volte, anche noi siamo meno “farfallosi” e un po’ più impegnati a destreggiarci con le fatiche del lavoro, ma non per questo malediremo il giorno che abbiamo fatto questa scelta. Non ancora almeno!

Bando alle ciance, venite sul nostro profilo Instagram o Facebook per seguire il nostro piccolo racconto. E se non riuscite a trovarci, provate con l’hashtag #attraversoinostriocchi e #siamoterrargillosa.

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Quando ci capita di parlare con qualcuno del lavoro che facciamo, anche i nostri interlocutori immaginano le stesse cose e, alla fine della chiacchierata, ci interrogano sui nostri sorrisi, sull’entusiasmo, sulla serenità che mettiamo nel raccontare il lavoro e raccontare le nostre scelte di vita.

E’ nata così l’idea di creare una piccola rubrica settimanale (vigna permettendo) per raccontare la felicità che ci infonde il nostro lavoro. Non fraintendeteci, non andiamo rincorrendo le farfalle nei campi, cantando canti bucolici e abbracciando gli alberi, il lavoro non è mai tutto rose e fiori, eppure abbiamo scoperto, con il tempo, che allenare l’occhio alle piccole cose, ci ha resi molto più grati per l’enorme possibilità che abbiamo avuto di poterci sporcare direttamente le mani
Per questo abbiamo deciso di scattare delle foto, una a settimana, per condividere con voi, che ci seguite, o conoscete, o siete semplicemente curiosi, quelle piccole gioie che rendono il nostro lavoro meno faticoso e più sereno, allegro e positivo, un racconto filtrato dalla nostra esperienza, personale, legata alla nostra storia, ai desideri sul futuro, a chi siamo oggi. Per questo “Attraverso i nostri occhi” è il titolo che ci sembrava più azzeccato, perchè quello che a qualcuno può sembrare inutile, per qualcun altro è vitale, e viceversa.

Sarà un racconto fatto un po’ in tandem, a volte guiderò io, Sara, a volte guiderà Raffaele, perchè la visione che abbiamo del nostro lavoro è più intimo di quanto non avevamo creduto all’inizio.

Non sappiamo per quanto andrà avanti questa rubrica, le premesse ci sono tutte, anche l’ottimismo e la buona volontà. E se proprio vedete che manchiamo qualche appuntamento, potrete prenderlo come il segno che, a volte, anche noi siamo meno “farfallosi” e un po’ più impegnati a destreggiarci con le fatiche del lavoro, ma non per questo malediremo il giorno che abbiamo fatto questa scelta. Non ancora almeno!

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Quando ci capita di parlare con qualcuno del lavoro che facciamo, anche i nostri interlocutori immaginano le stesse cose e, alla fine della chiacchierata, ci interrogano sui nostri sorrisi, sull’entusiasmo, sulla serenità che mettiamo nel raccontare il lavoro e raccontare le nostre scelte di vita.

E’ nata così l’idea di creare una piccola rubrica settimanale (vigna permettendo) per raccontare la felicità che ci infonde il nostro lavoro. Non fraintendeteci, non andiamo rincorrendo le farfalle nei campi, cantando canti bucolici e abbracciando gli alberi, il lavoro non è mai tutto rose e fiori, eppure abbiamo scoperto, con il tempo, che allenare l’occhio alle piccole cose, ci ha resi molto più grati per l’enorme possibilità che abbiamo avuto di poterci sporcare direttamente le mani
Per questo abbiamo deciso di scattare delle foto, una a settimana, per condividere con voi, che ci seguite, o conoscete, o siete semplicemente curiosi, quelle piccole gioie che rendono il nostro lavoro meno faticoso e più sereno, allegro e positivo, un racconto filtrato dalla nostra esperienza, personale, legata alla nostra storia, ai desideri sul futuro, a chi siamo oggi. Per questo “Attraverso i nostri occhi” è il titolo che ci sembrava più azzeccato, perchè quello che a qualcuno può sembrare inutile, per qualcun altro è vitale, e viceversa.

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Non sappiamo per quanto andrà avanti questa rubrica, le premesse ci sono tutte, anche l’ottimismo e la buona volontà. E se proprio vedete che manchiamo qualche appuntamento, potrete prenderlo come il segno che, a volte, anche noi siamo meno “farfallosi” e un po’ più impegnati a destreggiarci con le fatiche del lavoro, ma non per questo malediremo il giorno che abbiamo fatto questa scelta. Non ancora almeno!

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Quando ci capita di parlare con qualcuno del lavoro che facciamo, anche i nostri interlocutori immaginano le stesse cose e, alla fine della chiacchierata, ci interrogano sui nostri sorrisi, sull’entusiasmo, sulla serenità che mettiamo nel raccontare il lavoro e raccontare le nostre scelte di vita.

E’ nata così l’idea di creare una piccola rubrica settimanale (vigna permettendo) per raccontare la felicità che ci infonde il nostro lavoro. Non fraintendeteci, non andiamo rincorrendo le farfalle nei campi, cantando canti bucolici e abbracciando gli alberi, il lavoro non è mai tutto rose e fiori, eppure abbiamo scoperto, con il tempo, che allenare l’occhio alle piccole cose, ci ha resi molto più grati per l’enorme possibilità che abbiamo avuto di poterci sporcare direttamente le mani
Per questo abbiamo deciso di scattare delle foto, una a settimana, per condividere con voi, che ci seguite, o conoscete, o siete semplicemente curiosi, quelle piccole gioie che rendono il nostro lavoro meno faticoso e più sereno, allegro e positivo, un racconto filtrato dalla nostra esperienza, personale, legata alla nostra storia, ai desideri sul futuro, a chi siamo oggi. Per questo “Attraverso i nostri occhi” è il titolo che ci sembrava più azzeccato, perchè quello che a qualcuno può sembrare inutile, per qualcun altro è vitale, e viceversa.

Sarà un racconto fatto un po’ in tandem, a volte guiderò io, Sara, a volte guiderà Raffaele, perchè la visione che abbiamo del nostro lavoro è più intimo di quanto non avevamo creduto all’inizio.

Non sappiamo per quanto andrà avanti questa rubrica, le premesse ci sono tutte, anche l’ottimismo e la buona volontà. E se proprio vedete che manchiamo qualche appuntamento, potrete prenderlo come il segno che, a volte, anche noi siamo meno “farfallosi” e un po’ più impegnati a destreggiarci con le fatiche del lavoro, ma non per questo malediremo il giorno che abbiamo fatto questa scelta. Non ancora almeno!

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