‘Fiacca’, così è evoluto il vecchio Thalia.

Il nostro lavoro è, spesso, una questione di evoluzione: nostra, della vigna, del vino. E come abbiamo raccontato qualche volta, e chi ci segue sui social lo sa, fare vino non è un processo meccanico.

E neppure immaginarne la storia, il nome e il carattere è un processo meccanico, anzi, ultimamente ci stiamo mettendo una gran fetta di cuore. Dopo Scapolè (nel link, se non lo avete ancora fatto potete leggere la sua storia, insieme a quella di mio nonno), è ora di presentarvi Nonno Pietro, detto ‘Fiacca’.

Dare un nome al vino, soprattutto quando si tratta di un nome che per noi ha un significato importante, che riguarda qualcuno che teniamo vicino al cuore, è un processo lunghissimo e fatto di moltissime riflessioni.

Ma come si fa quando nel bicchiere ci senti tutte le caratteristiche perfette che possono raccontare la storia di Nonno Pietro? La scelta è praticamente obbligata.

Fiacca

“Fiacca” è il vino del contadino, un vino autentico e giovane, spensierato, di compagnia. E’ un vino che abbiamo immaginato servito in fiaschette avvolte dai vimini, in una giornata soleggiata, con il tavolo circondato da contadini che si riuniscono dopo una giornata di lavoro intensa. Lo immaginiamo versato nei bicchieri da osteria, quelli di una volta, sotto una pergola di vite americana che fa ombra e da un po’ di tregua dalla canicola. “Fiacca” è il cuore della campagna: schietto, vivace, gioioso.

E quando abbiamo dovuto trovargli un nome, perchè “Thalia” non riusciva a rappresentarne la vera essenza, è arrivata istantanea l’immagine di Nonno Pietro, del suo modo di camminare un po’ dinoccolato.
E’ tornato alla mente il suo ricordo: agli occhi di un nipote, Nonno Pietro era il gigante della campagna, ingegnoso e paziente, perfetto conoscitore dei ritmi lenti della natura, con i piedi ben radicati nella cultura contadina del condividere.

Nonno Pietro, detto “Fiacca” proprio per quel suo incedere claudicante, ma all’opposto del suo spirito e della sua capacità di fare.

“Fiacca” è il simbolo della comunità contadina, dell’aiutarsi e sostenersi. In lui rivediamo i valori della nostra azienda e grazie a lui assaporiamo ogni giorno l’importanza del dono che, forse inconsciamente, ci ha fatto: essere in ascolto per poter raccogliere ciò che la natura ci offre.

Vi presentiamo, dunque, “Fiacca” un vino che è anche omaggio, riconoscenza e amore. Il vino della comunità, della festa dopo la fatica.

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‘Fiacca’, così è evoluto il vecchio Thalia.

Il nostro lavoro è, spesso, una questione di evoluzione: nostra, della vigna, del vino. E come abbiamo raccontato qualche volta, e chi ci segue sui social lo sa, fare vino non è un processo meccanico.

E neppure immaginarne la storia, il nome e il carattere è un processo meccanico, anzi, ultimamente ci stiamo mettendo una gran fetta di cuore. Dopo Scapolè (nel link, se non lo avete ancora fatto potete leggere la sua storia, insieme a quella di mio nonno), è ora di presentarvi Nonno Pietro, detto ‘Fiacca’.

Dare un nome al vino, soprattutto quando si tratta di un nome che per noi ha un significato importante, che riguarda qualcuno che teniamo vicino al cuore, è un processo lunghissimo e fatto di moltissime riflessioni.

Ma come si fa quando nel bicchiere ci senti tutte le caratteristiche perfette che possono raccontare la storia di Nonno Pietro? La scelta è praticamente obbligata.

Fiacca

“Fiacca” è il vino del contadino, un vino autentico e giovane, spensierato, di compagnia. E’ un vino che abbiamo immaginato servito in fiaschette avvolte dai vimini, in una giornata soleggiata, con il tavolo circondato da contadini che si riuniscono dopo una giornata di lavoro intensa. Lo immaginiamo versato nei bicchieri da osteria, quelli di una volta, sotto una pergola di vite americana che fa ombra e da un po’ di tregua dalla canicola. “Fiacca” è il cuore della campagna: schietto, vivace, gioioso.

E quando abbiamo dovuto trovargli un nome, perchè “Thalia” non riusciva a rappresentarne la vera essenza, è arrivata istantanea l’immagine di Nonno Pietro, del suo modo di camminare un po’ dinoccolato.
E’ tornato alla mente il suo ricordo: agli occhi di un nipote, Nonno Pietro era il gigante della campagna, ingegnoso e paziente, perfetto conoscitore dei ritmi lenti della natura, con i piedi ben radicati nella cultura contadina del condividere.

Nonno Pietro, detto “Fiacca” proprio per quel suo incedere claudicante, ma all’opposto del suo spirito e della sua capacità di fare.

“Fiacca” è il simbolo della comunità contadina, dell’aiutarsi e sostenersi. In lui rivediamo i valori della nostra azienda e grazie a lui assaporiamo ogni giorno l’importanza del dono che, forse inconsciamente, ci ha fatto: essere in ascolto per poter raccogliere ciò che la natura ci offre.

Vi presentiamo, dunque, “Fiacca” un vino che è anche omaggio, riconoscenza e amore. Il vino della comunità, della festa dopo la fatica.

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Il nostro lavoro è, spesso, una questione di evoluzione: nostra, della vigna, del vino. E come abbiamo raccontato qualche volta, e chi ci segue sui social lo sa, fare vino non è un processo meccanico.

E neppure immaginarne la storia, il nome e il carattere è un processo meccanico, anzi, ultimamente ci stiamo mettendo una gran fetta di cuore. Dopo Scapolè (nel link, se non lo avete ancora fatto potete leggere la sua storia, insieme a quella di mio nonno), è ora di presentarvi Nonno Pietro, detto ‘Fiacca’.

Dare un nome al vino, soprattutto quando si tratta di un nome che per noi ha un significato importante, che riguarda qualcuno che teniamo vicino al cuore, è un processo lunghissimo e fatto di moltissime riflessioni.

Ma come si fa quando nel bicchiere ci senti tutte le caratteristiche perfette che possono raccontare la storia di Nonno Pietro? La scelta è praticamente obbligata.

Fiacca

“Fiacca” è il vino del contadino, un vino autentico e giovane, spensierato, di compagnia. E’ un vino che abbiamo immaginato servito in fiaschette avvolte dai vimini, in una giornata soleggiata, con il tavolo circondato da contadini che si riuniscono dopo una giornata di lavoro intensa. Lo immaginiamo versato nei bicchieri da osteria, quelli di una volta, sotto una pergola di vite americana che fa ombra e da un po’ di tregua dalla canicola. “Fiacca” è il cuore della campagna: schietto, vivace, gioioso.

E quando abbiamo dovuto trovargli un nome, perchè “Thalia” non riusciva a rappresentarne la vera essenza, è arrivata istantanea l’immagine di Nonno Pietro, del suo modo di camminare un po’ dinoccolato.
E’ tornato alla mente il suo ricordo: agli occhi di un nipote, Nonno Pietro era il gigante della campagna, ingegnoso e paziente, perfetto conoscitore dei ritmi lenti della natura, con i piedi ben radicati nella cultura contadina del condividere.

Nonno Pietro, detto “Fiacca” proprio per quel suo incedere claudicante, ma all’opposto del suo spirito e della sua capacità di fare.

“Fiacca” è il simbolo della comunità contadina, dell’aiutarsi e sostenersi. In lui rivediamo i valori della nostra azienda e grazie a lui assaporiamo ogni giorno l’importanza del dono che, forse inconsciamente, ci ha fatto: essere in ascolto per poter raccogliere ciò che la natura ci offre.

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E neppure immaginarne la storia, il nome e il carattere è un processo meccanico, anzi, ultimamente ci stiamo mettendo una gran fetta di cuore. Dopo Scapolè (nel link, se non lo avete ancora fatto potete leggere la sua storia, insieme a quella di mio nonno), è ora di presentarvi Nonno Pietro, detto ‘Fiacca’.

Dare un nome al vino, soprattutto quando si tratta di un nome che per noi ha un significato importante, che riguarda qualcuno che teniamo vicino al cuore, è un processo lunghissimo e fatto di moltissime riflessioni.

Ma come si fa quando nel bicchiere ci senti tutte le caratteristiche perfette che possono raccontare la storia di Nonno Pietro? La scelta è praticamente obbligata.

Fiacca

“Fiacca” è il vino del contadino, un vino autentico e giovane, spensierato, di compagnia. E’ un vino che abbiamo immaginato servito in fiaschette avvolte dai vimini, in una giornata soleggiata, con il tavolo circondato da contadini che si riuniscono dopo una giornata di lavoro intensa. Lo immaginiamo versato nei bicchieri da osteria, quelli di una volta, sotto una pergola di vite americana che fa ombra e da un po’ di tregua dalla canicola. “Fiacca” è il cuore della campagna: schietto, vivace, gioioso.

E quando abbiamo dovuto trovargli un nome, perchè “Thalia” non riusciva a rappresentarne la vera essenza, è arrivata istantanea l’immagine di Nonno Pietro, del suo modo di camminare un po’ dinoccolato.
E’ tornato alla mente il suo ricordo: agli occhi di un nipote, Nonno Pietro era il gigante della campagna, ingegnoso e paziente, perfetto conoscitore dei ritmi lenti della natura, con i piedi ben radicati nella cultura contadina del condividere.

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E neppure immaginarne la storia, il nome e il carattere è un processo meccanico, anzi, ultimamente ci stiamo mettendo una gran fetta di cuore. Dopo Scapolè (nel link, se non lo avete ancora fatto potete leggere la sua storia, insieme a quella di mio nonno), è ora di presentarvi Nonno Pietro, detto ‘Fiacca’.

Dare un nome al vino, soprattutto quando si tratta di un nome che per noi ha un significato importante, che riguarda qualcuno che teniamo vicino al cuore, è un processo lunghissimo e fatto di moltissime riflessioni.

Ma come si fa quando nel bicchiere ci senti tutte le caratteristiche perfette che possono raccontare la storia di Nonno Pietro? La scelta è praticamente obbligata.

Fiacca

“Fiacca” è il vino del contadino, un vino autentico e giovane, spensierato, di compagnia. E’ un vino che abbiamo immaginato servito in fiaschette avvolte dai vimini, in una giornata soleggiata, con il tavolo circondato da contadini che si riuniscono dopo una giornata di lavoro intensa. Lo immaginiamo versato nei bicchieri da osteria, quelli di una volta, sotto una pergola di vite americana che fa ombra e da un po’ di tregua dalla canicola. “Fiacca” è il cuore della campagna: schietto, vivace, gioioso.

E quando abbiamo dovuto trovargli un nome, perchè “Thalia” non riusciva a rappresentarne la vera essenza, è arrivata istantanea l’immagine di Nonno Pietro, del suo modo di camminare un po’ dinoccolato.
E’ tornato alla mente il suo ricordo: agli occhi di un nipote, Nonno Pietro era il gigante della campagna, ingegnoso e paziente, perfetto conoscitore dei ritmi lenti della natura, con i piedi ben radicati nella cultura contadina del condividere.

Nonno Pietro, detto “Fiacca” proprio per quel suo incedere claudicante, ma all’opposto del suo spirito e della sua capacità di fare.

“Fiacca” è il simbolo della comunità contadina, dell’aiutarsi e sostenersi. In lui rivediamo i valori della nostra azienda e grazie a lui assaporiamo ogni giorno l’importanza del dono che, forse inconsciamente, ci ha fatto: essere in ascolto per poter raccogliere ciò che la natura ci offre.

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E neppure immaginarne la storia, il nome e il carattere è un processo meccanico, anzi, ultimamente ci stiamo mettendo una gran fetta di cuore. Dopo Scapolè (nel link, se non lo avete ancora fatto potete leggere la sua storia, insieme a quella di mio nonno), è ora di presentarvi Nonno Pietro, detto ‘Fiacca’.

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“Fiacca” è il vino del contadino, un vino autentico e giovane, spensierato, di compagnia. E’ un vino che abbiamo immaginato servito in fiaschette avvolte dai vimini, in una giornata soleggiata, con il tavolo circondato da contadini che si riuniscono dopo una giornata di lavoro intensa. Lo immaginiamo versato nei bicchieri da osteria, quelli di una volta, sotto una pergola di vite americana che fa ombra e da un po’ di tregua dalla canicola. “Fiacca” è il cuore della campagna: schietto, vivace, gioioso.

E quando abbiamo dovuto trovargli un nome, perchè “Thalia” non riusciva a rappresentarne la vera essenza, è arrivata istantanea l’immagine di Nonno Pietro, del suo modo di camminare un po’ dinoccolato.
E’ tornato alla mente il suo ricordo: agli occhi di un nipote, Nonno Pietro era il gigante della campagna, ingegnoso e paziente, perfetto conoscitore dei ritmi lenti della natura, con i piedi ben radicati nella cultura contadina del condividere.

Nonno Pietro, detto “Fiacca” proprio per quel suo incedere claudicante, ma all’opposto del suo spirito e della sua capacità di fare.

“Fiacca” è il simbolo della comunità contadina, dell’aiutarsi e sostenersi. In lui rivediamo i valori della nostra azienda e grazie a lui assaporiamo ogni giorno l’importanza del dono che, forse inconsciamente, ci ha fatto: essere in ascolto per poter raccogliere ciò che la natura ci offre.

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